La politica: tifoserie contro

16 AGO 20
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L'interesse del paese. Un oggetto misterioso di multiforme aspetto. Per lagrande maggioranza dei voti validi, l'interesse del paese fu identificato,nel 2008, nella coalizione PdL, Lega, Mpa. Logica democratica avrebbe voluto che, nell'interesse del paese, il Governo fosse tenuto a rispettare ilprogramma e sottoporsi al giudizio degli elettori alla scadenza del mandato, la minoranza avrebbe dovuto esercitare la sua funzione di controllo e di proposte e, costruire una alternativa politica che potesse vincere nel 2013.In tutti i paesi democratici del mondo è regola condivisa. Da noi è semprestata attuata un'altra regola, non scritta, ma come prassi politica: ilgoverno, qualsiasi governo, deve essere messo in condizione di governarepoco, stentatamente e male. Sembra che nessuno possa permettersi che unqualsiasi governo, realizzi il suo programma. Per impedirlo tutto fa brodo:dal parlamentarismo strumentale, alle correnti DC che azzoppavanoregolarmente i propri presidenti del consiglio, dai capricci dei partitidella coalizione intenti alla cura dell'orticello, alle invidie, gelosie, idiosincrasie personali. La tronfia magniloquenza, le analisi dottee seriose, le previsioni sempre di parte, le ipotesi del futuro di unadestra europea(?), stanno a zero a fronte del baco di fondo, dell'istintoprimordiale della nostra politica che è nata, ed è sempre stata quella del"contro e dello scontro". Come tra tifoserie opposte. Non solo, se e quandosi sono avuti timidi cenni per uscirne si è gridato a squarciagolaindignata al tradimento e all'inciucio. Ovvio, senza la belluina macchinadel "nemico da odiare", tante fortune politiche, si fa per dire, maisarebbero esistite. Se questo metodo viene adottato anche da soggettiesterni: stampa, tv, finanza, associazioni, sindacati ecc..., la cosas'aggrava e diventa la patologia che impedisce di agire per "l'interesse delpaese". Troppi feudatari potenti vi s'oppongono. Il dopo B? Panem etcircenses. Pane poco